Mozzarella di bufala, l’allarme si allarga alla frutta
31.03.08 - (
Autore: a.cat
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Produttori in difficoltà, GDO rassicurante, film-denuncia, timore dei consumi: l’ombra diossina turba il mercato
La diffidenza e la paura per la mozzarella alla diossina stanno dilagando al settore ortofrutticolo campano. Sul banco degli accusati sono finite anche le coltivazioni in campo (insalate, finocchi, cicoria, spinaci, fragole) e, persino, i pomodori in scatola. Secondo i produttori la situazione è drammatica, come spiega un leader della lattuga casertano in un appello al presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, pubblicato qualche giorno fa sul settimanale “il Salvagente”: "Abbiamo in produzione più di 700mila lattughe pronte al taglio, ma non troviamo sbocchi e canali di vendita. In un supermercato della zona il prezzo al consumatore della lattuga è di 2,29 Euro al chilo (…). A noi offrono solo 8 centesimi. A questo prezzo non riusciamo a coprire nemmeno i costi di raccolta (…) rischiamo di chiudere e finire all'asta come già successo a un centinaio di aziende della nostra zona". Di contro, la GDO ufficialmente non riscontra tensioni sulle vendite e, come COOP ticinese e Migros, sottopone ad ulteriori controlli di laboratorio i prodotti sospetti. Di fatto, in un ipermercato lombardo, una commessa consiglia: “prenda questi asparagi. Sono pugliesi, non campani: sappiamo dove si coltivano”. Nella psicosi collettiva, mentre i consumatori continuano a preferire alimenti nazionali, il mercato premia l’ortofrutta siciliana e laziale boicottando quella campana. Per scongiurare il peggio i coltivatori coinvolti si rendono disponibili a far certificare i propri prodotti da terzi e un tavolo consultivo bisettimanale dovrebbe informare sui reali rischi degli alimenti campani. Intanto in queste settimane è nelle sale italiane “Biùtiful Cauntri”, un film di Legambiente e Assise di Napoli che denuncia lo stato di coltivazioni ed allevamenti vicino Acerra, nel giuglianese e casertano.









