La “crisòmmola” vesuviana perde l'IGP
11.11.09 - (
Autore: fdm
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Dal MIPAAF lo stop all'iter comunitario per la concessione del marchio
Basta un intoppo linguistico per fermare un lungo percorso nei meandri della burocrazia europea? A sentire il MIPAAF, sì. Secondo un articolo apparso ieri sul Mattino di Napoli, in seguito a una richiesta di chiarimenti giunta da Bruxelles (basata sul fatto che i termini “Albicocca Vesuviana” e Albicocca del Vesuvio” indicano entrambi lo stesso frutto), il Ministero delle Politiche Agricole guidato da Luca Zaia ha revocato la denominazione - e, con essa, la protezione - transitoria accordata sin dal 2004. Un eccesso di zelo che annulla tutti gli sforzi fatti dal comitato promotore nel corso degli ultimi sette anni, ma la querelle non finisce qui. Dal problema formale emerge infatti la questione sostanziale di una regione che è la maggiore produttrice nazionale di albicocche con circa 50.000 tonnellate annue, di cui 400.000 quintali raccolti nella sola enclave vesuviana. Il direttore della Coldiretti campana Vito Amendolara e l'assessore regionale all'Agricoltura Gianfranco Nappi annunciano dunque il proprio sostegno nella battaglia per l'ottenimento dell'IGP, a tutela di un territorio che rappresenta un vero e proprio museo di biodiversità, con oltre 40 varietà di “crisòmmola”.









