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I rincari veri e presunti dell'ortofrutta

08.09.08 - (

Autore: r.tti

)

Panoramica sulle notizie riguardanti i costi al dettaglio di frutta e verdura

Rincari sì rincari no: al rientro dalle ferie gli italiani trovano ancora notizie contrastanti sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli. Uno studio di Bankitalia su dati Ismea segnala un incremento medio di prezzo superiore al 50%; nel complesso, dal produttore al consumatore, il ricarico totale del comparto sarebbe mediamente del 200%. A Bolzano, il Centro tutela consumatori utenti ha verificato i prezzi di frutta e verdura in supermercati, discount, mercati rionali e mercato generale: il canale più caro risulterebbe il mercato rionale, con differenze di prezzo rispetto all’offerta più conveniente che possono superare il 350%; più contenute le variazioni per la frutta. La scusante della filiera non regge alla luce dei prezzi del mercato generale di Verona: lo stesso assortimento di verdure che il consumatore paga 17 € alle bancarelle dei mercati rionali, al mercato generale veronese (aperto anche al dettaglio) costa circa 5,32 € cioè un terzo.Da una ricerca di Repubblica in cinque dei più noti mercati della capitale, sembra invece che il settore ortofrutticolo non abbia subito particolari aumenti, ma presenti un’estrema variabilità di prezzi da una zona all’altra. Fagiolini, carote, finocchi, pomodori e pere mostrerebbero oscillazioni di prezzo che sono però in parte da attribuire alle diverse varietà. A Bologna, abbiamo chiesto l’opinione di Duccio Caccioni, esperto del settore. “Molte delle inchieste pubblicate sono fuorvianti, a tutt’oggi l’unica indagine attendibile risulta essere quella dell’Antitrust presentata l’anno scorso, che sottolinea come il passaggio unico nell’aumento dei prezzi di frutta e verdura al dettaglio non sia così risolutivo. Ne è una dimostrazione la GDO che per l’80% si approvvigiona direttamente dai produttori ma applica ugualmente rincari eccessivi”.“La sensazione – prosegue Caccioni – è che queste polemiche servano a coprire altri ricarichi, anche in considerazione del fatto che l’ortofrutta incide solo per l’1,7% sulla spesa degli italiani e che i prezzi ponderali (al kg) dei prodotti ortofrutticoli sono comunque sempre tra i più bassi”.

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