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Galan a braccetto con il vescovo africano

27.08.10 - (

Autore: Rolando Drahorad

)

Il ministro delle Politiche agricole al meeting di Rimini per il convegno “Nutrire il Pianeta, verso l’EXPO 2015”

Al Meeting di Rimini una folla attenta di giovani e manager di alto livello ha gremito la sala Neri per assistere al convegno sul tema “Nutrire il Pianeta, verso l’EXPO 2015”. Tra i  relatori, moderati da Alberto Piatti Segretario Generale della fondazione AVSI,  i più seguiti sono stati il ministro Giancarlo Galan ed il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il primo ad intervenire è stato Bernard Agré arcivescovo di Abidjan, Costa d’Avorio, che ha subito indicato le condizioni necessarie perché nel mondo ci sia cibo per tutti: disponibilità delle terre più fertili, gestione intelligente dell’acqua, condizioni ottimali della luce solare, formazione di personale specializzato, disponibilità di nutrimento utile per le piante, preferenza per l’uso di metodi biologici che permettano di mangiare “bene ed abbastanza". L’intervento di Galan è stato in linea con quello dell’arcivescovo. Secondo il ministro,  in agricoltura il compito di tutti è produrre, e anche molto (le eccedenze trovano sempre la loro strada utile). Galan ha poi ribadito che i finanziamenti pubblici destinati ai paesi in via di sviluppo (chiamati paesi poveri perché sono da decenni in sviluppo senza arrivare al traguardo) dovrebbero essere utilizzati in prevalenza per l’istituzione di scuole agrarie atte a promuovere e modernizzare le produzioni locali, si è detto convinto che la nostra terra ha abbastanza risorse per nutrire tutti purché  si proceda con l’innovazione tecnologica  (dalla fine dell’800 non ci sono stati grandi innovazioni in agricoltura). Proseguendo nel suo intervento Galan ha espresso l’ intenzione di finanziare la ricerca per migliorare la produttività includendo anche gli OGM.  Ha  poi incitato tutti gli operatori a non fermarsi in questo momento di difficoltà, assicurando da parte del governo lealtà verso gli agricoltori onesti e verso l’Unione Europea e le sue regole anche quando in Italia vengono messe in discussione (come fanno quelli che in camice bianco vanno a distruggere campi di grano sperimentale). In conclusione ha promesso una strenua difesa delle produzioni tipiche italiane ribadendo l’importanza di preservare la tipicità dei nostri prodotti e contrastare la contraffazione.  I primi mercati sotto il suo mirino sono fin da adesso non tanto la Cina ma l’U.E., gli Stati Uniti d'America ed il Brasile.

 

Parleremo dell'intervento del sindaco  Moratti nelle prossime edizioni

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